In Afghanistan l’emergenza umanitaria in atto è nota. Dopo 20 anni di guerra, i talebani hanno ripreso il potere appropriandosi della Nazione con promesse non mantenute. La situazione è precipitata sia sul versante delle libertà che su quello sociale ed economico. Si assiste ad un aumento degli sfollati interni, alla sospensione di molti servizi essenziali, alla chiusura delle banche, al blocco delle importazioni e conseguente aumento dei prezzi. Dalle numerose testimonianze che giungono ad AMAD, i talebani stanno realizzando rastrellamenti casa per casa, seguendo una lista nera in cui sono indicate le persone con legami con la precedente amministrazione, con le forze occidentali oppure che hanno parenti in occidente. Molti uomini sono già stati trovati ed uccisi, molte famiglie sono state spezzate, molti bambini, se lasciati in vita sono stati rapiti. Le donne sono diventate il terreno privilegiato su cui esercitare il proprio potere. A loro è vietato lo studio, il lavoro, le uscite senza un accompagnatore, la libertà di vestirsi secondo il proprio gusto e le proprie tradizioni e coloro nubili o vedove vengono date in sposa ai loro mujaheddin.

Noi cosa facciamo?

Per dare voce: cerchiamo di mantenere alta l’attenzione e sensibilizzare le autorità.

Per quelli rimasti in Afghanistan: ricerca tramite la nostra rete di rifugi sicuri per donne e bambini e supporto per lasciare il Paese.

Per i nostri concittadini afghani: aiuto nelle pratiche di ricongiungimento familiare e richiesta di visti.

Per coloro che arrivano: sostegno all’integrazione attraverso l’insegnamento della lingua italiana, laboratori di socializzazione, supporto nella ricerca di programmi di accoglienza.

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